POSTE ITALIANE – IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO SOSTIENE LA LOTTA DEGLI EX CTD

Di: Partito Comunista Italiano Dipartimento Lavoro

Siamo venuti a conoscenza della situazione precaria che stanno vivendo i postini precari utilizzati da Poste Italiane S.P.A.

Questi lavoratori, che nei periodi estivi e durante le festività assicurano il servizio Postale, vengono lasciati nella loro precarietà, da Poste Italiane, “grazie” alla vigente legge sul Lavoro , il DL 96/18 “Decreto Dignità”.

Con lucida scelta Poste Italiane fa in modo di non far raggiungere a questi lavoratori il requisito minimo, pari a nove mesi di servizio, stipulato con le OO.SS., che un lavoratore deve possedere per partecipare alla stabilizzazione.

In questa situazione si trovano migliaia di lavoratori.

Come Partito Comunista Italiano stigmatizziamo un tale comportamento, siamo vicini a questi lavoratori e sosteniamo la loro lotta.

Invitiamo le OO.SS. a rivedere l’accordo stipulato con Poste Italiane che, con evidenza, lascia questi lavoratori in una precarietà permanente.

Noi Comunisti metteremo in campo tutte le iniziative politiche per dare dignità lavorativa agli ex C.D.T., invitiamo nel contempo tutti i lavoratori che vivono questa situazione e tutti i loro rappresentanti a sostenere insieme a noi questa lotta.

Di seguito pubblichiamo l’appello sottoscritto dagli ex ctd con meno di nove mesi di servizio, che invitiamo tutti a sottoscrivere.

RICHIAMATECI!

OGGETTO: Richiesta di riassunzione da parte di ex lavoratori c.t.d. di Poste Italiane S.p.A.

Questo documento è sottoscritto da un gruppo di ex c.t.d. (lavoratori con contratto a tempo determinato)
che hanno prestato servizio presso Poste Italiane S.p.A. nel settore recapito, i quali intendono far luce su un
limbo in cui sono incastrati insieme a migliaia di ex dipendenti di Poste assunti per un periodo inferiore a
nove mesi.
Per fare chiarezza, la legge sul Lavoro vigente, il DL 96/18 “Decreto Dignità”, consente di stipulare contratti
a tempo determinato per una durata massima di dodici mesi senza l’inserimento delle causali; all’interno
dei dodici mesi ci possono essere massimo quattro proroghe del contratto. L’accordo riguardante le
politiche attive che l’azienda ha stipulato con le OO.SS. sancisce il requisito minimo che un lavoratore deve
possedere per partecipare alla stabilizzazione, pari a nove mesi di servizio.
Alla luce di quanto su scritto, migliaia di (ormai ex) c.t.d. in Italia si ritrovano a non aver maturato il periodo
di lavoro richiesto per concorrere alla procedura di stabilizzazione. Non certo per negligenze o incapacità,
bensì perché chiamati a smaltire periodi di piena (quali per esempio le festività natalizie) o per tamponare
momentanee carenze d’organico, per poi concludere il rapporto dopo soli due/tre/sei mesi di duro lavoro e
sacrifici. Fatti sempre con gioia e con la speranza di ottenere le proroghe per superare il limite dei nove
mesi. Speranza che alla fine si è trasformata in una chimera. Poste Italiane, dal canto suo, sembra non aver
colmato il fabbisogno di personale, poiché assume sempre nuovi c.t.d.; non solo, per fronteggiare
l’emergenza provocata dal virus COVID-19, anche vecchi c.t.d. che hanno prestato servizio in regime di Jobs
Act (quindi con i requisiti per entrare in graduatoria di stabilizzazione già in tasca) sono stati richiamati in
servizio.
E noi? Anche noi possiamo dare ancora molto a questa azienda che amiamo! Siamo personale già abile e
arruolabile, che garantirebbe all’azienda dapprima un certo risparmio circa la formazione, per poi
consentirle di tamponare tutte le falle che l’emergenza ha inevitabilmente aperto, mantenendo uno
standard qualitativo del servizio elevato.
Grazie al Decreto Agosto e successive modificazioni, fino al 31 marzo 2021 l’azienda può prorogare o
rinnovare un contratto a tempo determinato senza dover inserire una delle causali previste dal Decreto
Dignità.
Per questo motivo, ritenendo che possa essere di notevole ausilio la formazione di una graduatoria
provinciale parallela a quella di stabilizzazione, formata dai c.t.d. che non hanno maturato i nove mesi di
servizio, da cui l’azienda può attingere personale per affrontare le proprie esigenze d’organico
CHIEDIAMO
1) Di essere richiamati in servizio, consapevoli di avere una precedenza rispetto ai nuovi assunti
motivata da consolidata abilità nelle mansioni richieste, al fine di raggiungere il requisito necessario
per partecipare a una futura procedura di stabilizzazione prevista dalle politiche aziendali.
Sicuri di essere ascoltati in sede di contrattazione,
Ringraziamo per l’attenzione

Ex ctd con meno di nove mesi di servizio

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