FCA Pomigliano – I Lavoratori scrivono a Draghi – Com’è ridotta la classe operaia?

di Maurizio BienaDip. Lavoro PCI Lombardia

Nel medioevo i Servi della Gleba, quando si sentivano eccessivamente vessati dal Signore o dall’Ecclesiaste di turno, si appellavano al Re, come garante della giustizia sociale e dell’identità della Stato.

Secoli dopo i lavoratori della FCA di Pomigliano si trovano nella stessa situazione, oppressi, sfruttati, umiliati e senza difese. Costretti, per una vertenza che, fino a non molti anni fa, si sarebbe risolta a colpi di scioperi anche generali, ad appellarsi al Presidente del Consiglio (un esponente dell’alta finanza, per inciso) perché interceda a loro favore contro un accordo firmato dai loro sindacati con l’azienda e con il Mise.

L’accordo firmato infatti non prevede nemmeno il minimo dei giorni di lavoro mensili necessari per maturare quelle integrazioni salariali (ferie, premi di produzione ecc.) che rendono un po’ meno misero il loro salario.

La richiesta è che i giorni di stop mensile per cassa integrazione scendano da 12 a 11!

Un’inezia per un’azienda che usufruisce di contributi pubblici da quando è stata fondata!

Nel caso Draghi si degnasse di rispondere toccherà pure esclamare: Com’è umano, Sire!

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/fca_pomigliano_marzo_stop_operai_scrivono_a_draghi-5788543.html

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