Un giorno lungo una storia, che continua

“Un giorno lungo una storia, che continua” è omaggio ed augurio attraverso il “racconto illustrato” di quell’idea di uguaglianza e giustizia che ha attraversato ed attraversa l’umanità e che in Italia
ha trovato forma nella nascita del Partito Comunista d’Italia il 21 gennaio 1921

Un giorno lungo una storia, che continua

Di: Elis Ferracini

“Un giorno lungo una storia, che continua” è omaggio ed augurio attraverso il “racconto illustrato” di quell’idea di uguaglianza e giustizia che ha attraversato ed attraversa l’umanità e che in Italia
ha trovato forma nella nascita del Partito Comunista d’Italia il 21 gennaio 1921.

E’ stato importante che, come in apertura del video, sia stata una chiamata tra persone senza dirsi l’appartenenza al Partito o all’ideologia, che ha generato l’incontro per parlare di Storia e Futuro, soprattutto in questo momento di grande fragilità per il genere umano in toto.
Per qualche giorno, e attenti alla attuale situazione pandemica, abbiamo vissuto uno stato di “eguali e diversi” veramente creativo. E’ stato un appello reciproco a non perdere pezzi di storia, e a non consegnare il domani all’oblio.

E per parlarne “ad altezza di bambino”, alla futura umanità che si trova di nuovo alle prese con le sfide di sempre, ed ora a questioni ancor più gravi: la salvezza del pianeta, i destini di noi umani.
Con Dario, artista, scenografo e libraio bustese un quinquennio fa debuttammo mettendo in scena “il miele di Thomas” tratto da “il comunismo spiegato ai bambini capitalisti” di G. Thomas, ed Clichy Firenze.
Elisino il fattorino deve consegnare al Sig. Thomas un libro rosso di cui manca il finale, ma il Sig. Thomas a casa sua non si trova…inzia per Elisino un viaggio nella casa di Thomas e un cammino tra le epoche, tallonato dalla Mano che vorrebbe distruggere quel libro. Il video si muove proprio sulla struttura di quello spettacolo: un cammino attraverso la Storia dell’umanità e la lotta per conquistare uguaglianza e pace.

Il nostro contributo a questo centenario dalla nascita del PCI prende le mosse da quella necessità di dire la nostra in primis ai bambini e alle loro famiglie. Aprire attraverso la scena uno spiraglio al dubbio che il mondo non è sempre stato così: dominato dal pensiero unico e piegato alla logica produco-consumo in funzione del profitto.

Questo è il pretesto con cui parte il video per cui Giulia, attrice gallaratese incontrata in ambito di alta formazione in Bicocca, che nel video trascorrerà un giorno con Enea, 7 anni, perché il papà Elis è impegnato a fare qualcosa che “può essere spiegato solo col racconto”, suggerendo che ogni tanto bisogna ascoltare quella voce dentro che ingaggia la coscienza e la passione prima delle proprie competenze ed arti.

Con Giulia, per le riprese, ci si è scambiati una serie di indicazioni, si è letta la storia dello spettacolo e visto il copione, poi abbiamo convenuto che la sua competenza della scena e del sociale dovesse trasformare l’azione nella dimensione più prossima al vero: raccontare ad un bimbo una storia che è la Storia, renderla viva con lui attraverso giochi ed immagini, e, proprio per lui, consegnare al futuro la scrittura di un finale.

Protagonista poi è Enea, alter ego giovanissimo di Elisino il fattorino, il protagonista de “il miele di Thomas”, che con lui attraversa la Storia, ne assume le parti e le difese e con lui si pone alcune questioni fondamentali che hanno accompagnato le rivoluzioni e la loro “tenuta”.
Ed Enea ha giocato dentro il racconto stando dentro la propria “dimensione bambina”. Lui e chi sarà grande domani sono forse i primi destinatari di queste immagini.
E’ stato l’occhio partecipe e sapiente di Lino, artista bustese poliedrico  ed operatore in ambito sociale, in fase di ripresa e di montaggio a costruire questo video racconto “illustrato” dalle scene dello spettacolo “il miele di Thomàs”.

Questo video vuole essere un dono per ricordare la nascita del PCI e atto concreto animato da quello spirito ben descritto da Gianni Rodari : “quello che va fatto, va fatto, sempre, senza mai perdere la speranza” (da Voci di notte).

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